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Il Canarino Giallo
testo di
Antonio Vilasi e Isidoro Bruzzese
Per tutti il canarino giallo è IL CANARINO. Se
chiediamo ad un bambino di descrivercelo, questi
lo identificherà sicuramente in "Titty" il
simpatico uccellino dei cartoni animati. Ma direi
che anche coloro che conoscono con superficialità
il mondo della canaricoltura immaginino che il
canarino ancestrale sia di colore giallo.
Fatta
questa sintetica premessa, torniamo a noi, intendo
noi "Allevatori".
Come addetti ai lavori
sappiamo bene che non è proprio così. Il giallo
lipocromico nei canarini non è altro che una delle
tante cromie che possiamo trovare nella vasta
gamma dei canarini di colore. In realtà il
canarino giallo non è altro che un melaninico
svuotato di melanina anche se, in maniera latente,
i sui geni mantengono una delle tante mutazioni
presenti nei canarini. Avete sicuramente visto un
canarino giallo con delle macchie scure. Ebbene,
in questi canarini lipocromici riemerge di tanto
in tanto la melanina rimasta latente mostrando nei
cosiddetti "pezzati" la discendenza ancestrale. La
mutazione di colore "giallo" è comparsa nei primi
anni 60, pare in un allevamento tedesco, con una
nidiata di canarini pezzati che da quel momento
grazie alla selezione si è riusciti a fissare
eliminando nelle successive generazioni il disegno
fino a raggiungere un colore uniforme,
completamente "giallo". |
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La varietà :
La tonalità di giallo da
selezionare , come indicato dai criteri di
giudizio FOI e COM, è il giallo limone.La
tonalità giallo dorato e quella giallo arancio
vanno evitate essendo fortemente penalizzate nelle
esposizioni, per cui è bene scartare e mai mettere
in riproduzione canarini che presentano queste
caratteristiche. Analizzando più in dettaglio la
varietà giallo limone dei nostri canarini dobbiamo
innanzi tutto osservare attentamente e selezionare
la struttura della penna. Questa deve essere ricca
di barbe e barbule che fanno apparire colore
verdognolo e molto soffice il pigmento lipocromico.
Quindi più la piuma è ricca di barbe più
facilmente si potrà esprimere una ottima varietà
limone grazie alla particolare rifrazione che dà
la luce sulle penne. Tra un giallo dorato e un
giallo limone non vi è differenza di pigmento, la
differenza è esclusivamente nella struttura del
piumaggio. Un altro fattore di cui bisogna tener
conto è l'alimentazione. Evitare
assolutamente alimenti che contengono agenti
coloranti che possono trovarsi in alcuni ortaggi e
nell' uovo. Può bastare anche una singola
somministrazione per rovinare irrimediabilmente la
varietà in alcune zone dei nostri canarini gialli.
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Varietà che va selezionata e
migliorata anno dopo anno perché troveremo sempre
nel nostro allevamento canarini più o meno dorati
anche solamente in particolari zone del piumaggio.
Per valutare in maniera ottimale
un giallo bisogna osservarlo con attenzione nei
tre punti in cui si manifesta la maggiore densità
lipocromica: il ciliare, il codione e le spalline.
E' in queste zone che anche un buon giallo ad
attento esame può manifestare dorature anche
importanti. Vi chiederete il perché ? Perché in
queste zone la struttura della piuma e povera di
barbe e quindi è più difficile manifestare una
ottima varietà. Quando si osserva un canarino
giallo ricordiamoci sempre di non tenerlo
sotto la luce di un neon, perché questa altera la
percezione del colore e potremmo essere ingannati
dall'effetto ottico scambiando dei gialli che alla
luce del sole sarebbero dorati e magari sotto la
luce di un neon manifestano una varietà limone
invidiabile. |
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La varietà in questo canarino è
decisamente la voce più importante.
Quindi, per riassumere, prendiamo
nella giusta considerazione la purezza, la
quantità e l'uniformità del lipocromo e ricordiamo
che in caso di parità tra soggetti, vengono
preferiti i soggetti ad "ala bianca". Analizziamo
adesso le altre voci dei criteri di giudizio.
La categoria:
Gli intensi non devono manifestare
nessuna traccia di brinatura su tutto il mantello.
Il dimorfismo sessuale in questo caso svantaggia
molto le femmine. Raramente troveremo femmine
gialle intense senza alcuna traccia di brinatura.
Le parti critiche sono la cloaca, le guance e la
parte intorno al collo, il cosiddetto "collarino".
Per poter dire che un giallo intenso ha una ottima
categoria non deve presentare tracce di brinatura
neanche in questi punti. I brinati hanno una
concentrazione minore di lipocromo lungo le penne.
Dal 2003 la commissione tecnica nazionale dei
canarini di colore ha precisato che le brinature
devono essere piccole scaglie uniformi ed omogenee
e con un lipocromo più marcato rispetto ai
soggetti con brinatura classica slavata o larga.
La struttura delle penne per avere una ottima
brinatura a piccole scaglie deve essere corta. Una
struttura di penna larga creerebbe una brinatura
grossolana soprattutto sul collo creando zone
bianche non conformi alle direttive della
commissione tecnica. Bisogna stare attenti però a
non confondere i semi-intensi con i buoni brinati.
Un buon brinato avrà una brinatura fine ed il più
possibile omogenea in ogni parte del corpo, un
semi intenso raramente avrà una brinatura uniforme
soprattutto nei fianchi, addome, cloaca e testa.
Il piumaggio deve essere più serico e morbido
possibile e molto ricco di barbule stando attenti
agli sbuffi soprattutto sui fianchi. |
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La forma:
La forma in un canarino
lipocromico è fondamentale. Non vedrete mai in una
mostra importante, un canarino con poca
forma e con taglia insufficiente vincere.
Nei lipocromici in genere, la proporzione e'
datenere in debito conto. Una bella testa
rotondeggiante su un corpo slanciato darà la
giusta imponenza all'animale che se provvisto
anche delle altre caratteristiche tecniche
previste dagli standard lo faranno sicuramente
primeggiare sugli avversari |
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© Avifauna 2006 - Antonio Vilasi e
Isidoro Bruzzese - Club degli Allevatori
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