A causa del suo colore bianco, in
questo canarino non è distinguibile la categoria
ma si può indubbiamente asserire che anche nei
lipocromici bianchi troviamo gli intensi come i
brinati ed i mosaico. Mentre l’intenso è
abbastanza facilmente distinguibile osservandone
la struttura ed il suo piumaggio corto, per il
brinato ed il mosaico le cose sono notevolmente
complicate. I bianchi a struttura intensiva sono
generalmente più bianchi ma anche più piccoli. Il
piumaggio deve essere abbondante ed in un certo
senso questo canarino viene valutato e giudicato
quasi fosse un canarino di forma e posizione
liscia. D'altronde per ottenere degli ottimi
bianchi bisogna tenere in debito conto
l’assortimento della coppia riproduttrice,
evitando di accoppiare brinato x brinato oppure
brinato x mosaico perché alla lunga il piumaggio
nella progenie ne risente dando luogo a sbuffi,
cravattini, scompostezza generale, lumps. Studiare
le caratteristiche morfologiche dei soggetti
riproduttori diventa quindi fondamentale. I
soggetti a struttura intensa, come già detto, sono
quelli che in genere manifestano una migliore
luminosità del bianco mentre i brinati o mosaico
invece conferiscono una forma più tondeggiante e
danno al canarino una imponenza superiore. Un
giusto equilibrio tra le due componenti darebbe al
canarino la massima espressione per ben figurare
ad una esposizione. Il bianco recessivo si
accoppia in purezza o anche utilizzando dei gialli
portatori di bianco recessivo.
bianco rec. X bianco rec.
= 100 % bianco rec.
bianco rec. X Pigmentato / Bianco rec.
= 50% bianco rec. 50 % pigmentati / bianco
rec.
bianco rec. X Pigmentato = 100 %
giallo / bianco rec.
• Nei bianchi siano essi dominanti o recessivi
è indifferente quale sia il maschio o la femmina
nell'accoppiamento in quanto i geni non sono
legati al sesso ma autosomici.
Originariamente l’accoppiamento in purezza
generava canarini caratterizzati da scarsa
vitalità. Ciò non è più un problema - La selezione
e l’utilizzo dei lipocromici gialli per generare
dei portatori a loro volta accoppiati con i
bianchi hanno fatto sì che la prole ottenuta fosse
più robusta, diminuendo sensibilmente i problemi
di infecondità e di mortalità embrionale.
Attualmente si possono accoppiare tra loro i
bianchi recessivi anche se, a mio avviso, è bene
formare anche qualche coppia con il giallo intenso
portatore di bianco recessivo al fine di
intercalare nel ceppo, qualche soggetto così
ottenuto di chiara struttura intensa. Questi
riproduttori risultano utili, se non
indispensabili, per contenere il piumaggio di
questo canarino ogni qual volta nell’assortire le
coppie questo si rende necessario. Il bianco
soffuso è dominante, ma è anche letale – ciò
significa che non possiamo ottenere dei bianchi
dominanti omozigoti. Accoppiando tra loro due
bianchi dominanti infatti avremo una percentuale
di embrioni che muoiono nel guscio.
bianco dom. X bianco dom. = 50 % bianco
dom. 25 % pigmentati 25 % embrioni morti
bianco dom. X pigmentato = 50% bianco
dom. 50 % pigmentati
bianco dom. X bianco rec. = 50 % bianco
dom./ bianco rec. 50 % pigmentati/ bianco rec.
bianco dom. /rec. X Bianco rec. = 50 %
pigmentati oppure bianchi dom. /rec. 50 % bianchi
rec.
In genere si preferisce accoppiare i bianchi
dominanti con un pigmentato (meglio se giallo) ma
anche l’accoppiamento tra due dominanti è ottimo,
l’unico inconveniente è la mortalità embrionale
del 25 %, per il resto la prole ottenuta sarà
normale e spesso ottima. Nell’accoppiamento tra un
recessivo ed un dominante le cose si ingarbugliano
non poco in quanto bisogna tener conto della
discendenza da cui provengono i dominanti. Quando
questi sono portatori di recessivo, la percentuale
di bianchi dominanti ottenuti è variabile ed in
genere modesta in termini quantitativi ed inoltre
i pigmentati ottenuti risultano solitamente
qualitativamente scadenti. Questo perché è spesso
impossibile determinare nei riproduttori la
categoria dei soggetti, ovvero sapere se i bianchi
introdotti in allevamento sono brinati o mosaico
ed inoltre se gli stessi derivino da gialli o da
rossi. Per questo motivo, si ottengono a volte,
dei pigmentati di cattiva qualità. Tra i
lipocromici apigmentati annoveriamo anche i
bianchi ad occhi rossi “Albini”. Per questa
ulteriore mutazione sovrapposta nei bianchi vale
quanto già esposto in precedenza e quindi avremo
gli albini recessivi e gli albini dominanti.
Rispetto ai bianchi recessivi e dominanti già
trattati c’è da aggiungere che gli albini
presentano generalmente una taglia inferiore
rispetto agli altri bianchi e l’ allevamento della
prole risulta più difficoltoso. Quando si
inserisce nel proprio allevamento un soggetto di
cui non si conoscono perfettamente le origini, può
capitare di veder nascere per puro caso dei
soggetti ad occhi rossi. Se il soggetto oo.rr. è
una femmina è probabile che il maschio della
coppia riproduttrice sia un portatore di satinè,
se invece il novello ad oo.rr. è un maschio
significa che entrambi i genitori siano dei
portatori di phaeo. Il colore rosso che
caratterizza l’occhio è dovuto alla mancanza di
pigmentazione melaninica che quindi rende visibile
la circolazione del sangue all’interno dell’organo
visivo del canarino. Questa maggiore sensibilità
provoca una diminuzione della vista oltre ad un
fastidio alla luce. In covate miste tra novelli
normali ed altri ad occhio rosso quest’ultimi
crescono sovente più deboli e le nutrici tendono
ad imbeccare preferibilmente i soggetti ad occhio
nero. Chi alleva gli oo.rr. preferisce, quando
possibile, raggruppare nella stessa covata tutti
soggetti ad occhio rosso e formare le altre con
soggetti ad occhio nero proprio per favorire la
regolare e contemporanea crescita di tutti i
soggetti. Anche nell’assortimento dei riproduttori
è da privilegiare l’utilizzo di un portatore con
un occhio rosso in quanto l’accoppiamento in
purezza contribuisce ad acuire la depigmentazione
dell’occhio amplificando le problematiche di cui
sopra. Non bisogna naturalmente generalizzare, ci
sono delle ottime allevatrici albine che portano
avanti regolarmente e senza alcuna difficoltà
intere nidiate allo svezzamento. Alcuni semplici
accorgimenti, come quello ad esempio di
posizionare le gabbie dei riproduttori ad oo.rr.
in condizioni di luce non diretta nè troppo
intensa, può risultare sufficiente ad avere ottimi
risultati riproduttivi.
M - bianco/oo.rr. X F - bianco = 50%
bianco/oo.rr. 50% bianco
M - bianco/oo.rr. X F -bianco/oo.rr. =
25% bianco oo.rr. 25 % bianco 50% bianco/oo.rr.
M -bianco oo.rr. X F -bianco/oo.rr. =
50% bianco oo.rr. 50% bianco/oo.rr.
M -bianco oo.rr. X F -bianco = 100 %
bianchi/oo.rr.
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